Aragosta che passione

Aragosta

Tra le tante straordinarie ricchezze del mare l’aragosta è quella che più di tutte, nell’immaginario collettivo, ricopre il ruolo di “cibo per gran signori” e non è certo un’esagerazione considerato che chiunque ami frequentare i ristoranti di pesce può confermare che i piatti d’’aragosta sono sempre tra quelli più costosi.

Resta il fatto che quando la forchetta raggiunge il palato, il sapore, l’eleganza, la delicatezza e quella nota di dolcezza caratteristica che una qualunque ricetta a base di aragosta è in grado di offrire, rappresentano qualcosa di difficilmente paragonabile, un viaggio tra le più ricche sfumature del sapore, di incredibile persistenza.

Se non si vuole rinunciare a questo meraviglioso crostaceo, il consiglio è quello di imparare a cucinarlo a casa, contenendo il prezzo del “piatto finito”. Va ricordato che le aragoste possono raggiungere anche gli 8kg di peso ma è preferibile scegliere una dimensione più contenuta (1,5 kg per esempio basta per un sugo per 4 persone ) che garantisce maggior tenerezza della polpa. A proposito, i più raffinati sostengono che le femmine di aragosta di medie dimensioni siano il top.

Come tutti i grandi capolavori della gastronomia, l’aragosta si prepara con ricette estremamente semplici, perché sarebbe un vero delitto coprirne il sapore: un risotto all’aragosta per esempio, oppure aragosta alla catalana (pomodorini, cipolla, olio evo limone), alla griglia con un velo di maionese o accompagnata da un battuto di aglio, olio e limone.
La verità è che il valore di un prodotto dipende principalmente dalla sua qualità e quella dell’aragosta è di tale livello da giustificare ampiamente un costo superiore.
E poi, se proprio vogliamo parlare di “ricchezza”, allora va anche detto che l’aragosta è ricchissima di proteine, sali minerali, vitamine, calcio, potassio e fosforo. In più ha un bassissimo livello di colesterolo ed un altissimo contenuto di acidi grassi Omega (sappiamo tutti quanto siamo importanti per il sistema cardio vascolare). Ulteriori motivi per apprezzarla in tavola.
In fondo l’aragosta, così come certi grandi vini o altri cibi “premium”, non si mangia tutti i giorni e un “pizzico di follia” una volta ogni tanto garantisce un’esperienza davvero appagante.

Parola di Mavi-Pesca.

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